Reato di clandestinità, bocciatura europea

L’Unione Europea ha bocciato, oggi, il reato di clandestinità introdotto nell’ordinamento italiano. La norma è in contrasto con la direttiva europea sul rimpatrio dei clandestini:

una sanzione penale come quella prevista dalla legislazione italiana può compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali.

Inoltre, gli Stati membri

non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio.

Roberto Maroni ha commenato così:

D’ora in avanti i clandestini che non verranno espulsi aumenteranno la loro presenza sul territorio e andranno a incidere su quei comportamenti che le ordinanze dei sindaci ora non sembrano possano del tutto frenare.

Già, saremo invasi da clandestini a torso nudo. Un duro colpo, per la politica – già traballante – di declassamento, a mezzo ordinanze, di questioni sociali a questioni di decoro urbano.

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2 thoughts on “Reato di clandestinità, bocciatura europea

  1. Anche se non è propriamente il reato di clandestinità ad essere bocciato, presente un po’ ovunque nella Fortress Europe, viva, almeno stavolta, la Ue, che conferma alcune affermazioni della Corte costituzionale.

    La cultura della segregazione fa parte del leghismo, la chiusura intellettuale è il loro dogma, come per gli aristotelici del Cinquecento, incapaci di accettare la modernità. Questi cacani sono mummie ambulanti, già seppelliti dalla storia. Il burka mentale della loro pseudoidentità è una fatua illusione.

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