Operazione panchine pulite

Fra gli extracomunitari allontanati, oltre alle due ragazze svizzere, c’è Jaqueline, 62 anni, insegnante in pensione di San Francisco arrivata a Milano dalla Francia. Quando il vigile le chiede in italiano di spostarsi lo spruzzatore di acqua è già vicino. Lei si alza al volo, prima che le vengano sporcati i pantaloni. La donna chiede spiegazioni a un passante sul perché il lavaggio delle piazze sia fatto all’ora di pranzo e non di notte. Quando le si dice che è un modo per allontanare i senzatetto ride, pensando a uno scherzo. Poi, capito che è tutto vero, scuote la testa e dice due parole soltanto: «Jesus Christ».

E questa è solo la conclusione dell’articolo.

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5 pensieri su “Operazione panchine pulite

    • Curioso il commento dell’autrice del post:

      Tanto per capirci, la giustificazione del candidato è stata: “Un messaggio forte, ma non c’è altro modo per far parlare di noi”.

      Dev’essere prprio una gran giornalista, dato che non c’è nessun candidato che riconosce la paternità del manifesto, anzi tutti la disconoscono, come tra l’altro fanno notare anche vari commentatori.
      Ma la regola di Berlusconolandia è: “Correggersi? Mai ammettere di aver sbagliato!”. Anzi: meglio propagandare la bugia finché non diventi verità.

    • @ rispettarelosceno

      Forse non leggi spesso OnTheNord (dove della vicenda si è già parlato), comunque ti invito ad informarti meglio.
      Condivido peraoltro l’osservazione di Valerio.

  1. Mi trovo piuttosto d’accordo con la persona che dice «una città in cui non ci si può sedere per riposarsi è una città di imbecilli».
    Sono cose assurde, che però indicano il livello intellettivo di chi le elabora; sono un indice del livello civile dall’amministrazione.
    A Bologna, anche questo è un indice, nella stragrande maggior parte dei bar che vanno da via Indipendenza a Piazza Maggiore, non c’è traccia di servizi igienici, neppure per gli avventori. Ne trovai traccia in uno affacciato alla piazza citata, ma era alquanto maleodorante, al limite dell’impraticabile…!

    • Secondo me i sindaci che adottano questo tipo di prassi amministrative, molto semplicemente, non hanno il coraggio di affrontare i problemi per ciò che essi sono realmente. E’ una sorta di maledizione dei moderni sistemi democratici, migliori di tutti gli altri (come diceva Churchill), ma imperfetti di per sè.
      Mi spiego: il problema vero è che spesso alcuni abusano delle panchine; lasciamo stare il caso dei disgraziati con le pezze al sedere, su cui si potrebbe ulteriormente discutere; io parlo invece di chi trasforma le panchine in ritrovo della gang, in punto-spaccio, in parcheggio permanente dove bivaccare senza troppo rispetto per un minimo di decenza (gettare per terra lattine e carte di sigarette, incidere o sporcare le panchine, far casino con buona pace del diritto alla quiete di chi magari sta leggendo il giornale a fianco, ecc.)
      Ebbene, di fronte a questi comportamenti basterebbe una dose normale di azione repressiva demandata alla Polizia Locale, tipo bidello a scuola.
      E invece no: siccome viviamo in una società che si rifiuta di scegliere, che si rifiuta di accettare l’esistenza della pirlaggine conclamata, che non ha più il coraggio di ricorrere alla forza (ripeto, in dosi pienamente accettabili, del tipo prendere per le orecchie il disturbatore, non bruciare la gente), ecco che i sindaci si inventano norme sceme che agiscono contro tutti e che di per se stesse finiscono per far ridere (per non piangere).

      Magari sono stato un po’ contorto e prolisso, ma spero sia chiaro il senso di ciò che voglio dire. Se posso permettermi una chiosa finale, in questo ha responsabilità anche una certa cultura permissivista che a sinistra è stata spesso coltivata, in modo un po’ irresponsabile (specie verso il mondo dei writers, i giovani in generale, ecc.)
      Comunque è chiaro che i sindaci che operano così hanno la mia totale disistima.

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