Dovendo seguire dei convegni in trasferta, nell’ultima settimana non ho avuto modo di leggere giornali e di vedere la tv e forse dico qualcosa di già detto e sentito. Ma sono rimasto quasi intristito per la proposta “di punta” della Lega a Pontida. Ci si aspettava la famosa sterzata e invece si sono visti Cota e Calderoli con le targhe dei ministeri da “decentrare”. L’immagine è triste per tanti motivi, ma a mio avviso per uno in particolare. Per vent’anni la Lega si è voluta definire in opposizione a Roma, al centralismo, agli sprechi, ai privilegi, ha parlato di riformare lo stato, di smontarlo e di rimontarlo per renderlo più efficiente, ha rifiutato i luoghi comuni di una italianità fatta di “tengo famiglia” e di “magna magna”. Tutte balle naturalmente, non è una novità. La Lega ha governato dal centro e dalla periferia, tenendo bordone alle forze più corporative e monopoliste e senza essere mai in grado, per incapacità e per mancanza di interesse, di smuovere nulla di questo inviluppo che è lo stato italiano (e forse la società stessa). Però alla fine di questa parabola linguistica e simbolica, presentare lo spostamento di qualche ministero – che poi tra l’altro non si farà – e quindi il ricavarne qualche impiegato pubblico a Monza (provincia da poco tempo, per la stessa logica) come un obiettivo per il nord, come una vittoria eventuale, come una soluzione a qualcosa, come un’azione di riforma, ecco questo intristisce perché è la prova tristemente provata che la logica è sempre la stessa, che l’inerzia è la linea guida, che i luoghi comuni si confermano e che alla fin fine abbiamo perso altri quindici anni e altri ne stiamo perdendo.
Gianluca Briguglia anche per On the Nord
Intanto in “Trinacria”….http://www.linkiesta.it/e-lombardo-sicilia-prepara-la-pontida-del-sud