Questo è Umberto Bossi quasi una ventina di anni fa, quando prometteva rivoluzioni, quando accusava il sistema “romano” di essere familista e contrario al merito. A una giornalista che pone una domanda risponde, tra l’altro, “lei è lì perché è una leccapiedi del sistema, non perché è brava, non perché ha lavorato per arrivare lì, ma perché ha trafficato per arrivare lì”. L’audio non è perfetto, ma va ascoltato.
Vent’anni dopo, vent’anni di inininterrotto governo locale della Lega e dieci quasi ininterrotti di governo nazionale, il figlio di Umberto, Renzo, ci mostra, con il suo posto di consigliere regionale, con la sua incapacità di proporre un argomento, di esporre o avere un’idea, con la sua stessa presenza, ci mostra quanto il merito e il lavoro siano stati calpestati da quel Bossi che ha sistemato sè, la sua famiglia, i suoi amici. Questa è la Lega. Questa è una parte del nostro paese.
Gianluca Briguglia – anche – per On the Nord
Paura e disgusto.