Tanti, troppi Luigini

Sulla stampa odierna. I Luigini, stando alla definizione di Gabrio Casati, sono coloro che hanno la “capacità di estrarre extra-profitti da tutte le categorie con cui intrattengono relazioni economiche (fornitori, clienti e utenti, lavoratori, piccoli azionisti) grazie alla «cattura del Legislatore»”.

Repubblica ne fa un primo elenco, individuando, tra gli altri:

  • il settore autostradale: “La lobby [...] si oppone, di fatto, alla creazione di un’Autorità indipendente cui venga affidato il compito, con regole precise, per la determinazione delle tariffe. Facendo così venire meno il sistema di contrattazione con il ministero dei Trasporti come avviene ora”.
  • il settore delle farmacie: “per i 18mila titolari di farmacia, il giro d’affari dei soli medicinali di fascia C (quelli oggetto del tentativo di liberalizzazione del governo Monti) vale oltre 3miliardi di euro. Una torta che non vogliono certo dividere con «canali non convenzionali come i corner dei supermercati e le parafarmacie». [...] Ma i farmacisti proprietari difendono anche l’attuale legislazione che permette il passaggio ereditario delle licenze”.
  • gli ordini professionali, esempio perfetto di «cattura del Legislatore»: “Per qualcuno è la lobby delle lobby. Oltremodo trasversale nella politica: non per nulla, un parlamentare su due è iscritto a un ordine professionale. [...] Ma sui due milioni di iscritti alle “professioni” ora incombe l’esercito delle partite Iva “fuori” dagli Ordini: il Cnel stima che siano almeno tre milioni. Ma per contare, prima, dovranno organizzarsi e far eleggere qualcuno dei loro rappresentanti in Parlamento”.

Il Corriere racconta, invece, di alcune sacche di spesa pubblica assolutamente improduttiva. Perché molti evasori fiscali sfruttano la falsa indigenza non solo per pagare meno tasse, ma anche per ricevere aiuti dallo Stato. “Per i figli – dagli asili nido gratuiti alle agevolazioni sulle tasse universitarie – per i parenti anziani con i servizi sanitari a domicilio. Ma anche riduzioni sulle bollette di luce e gas. Su circa 14.000 famiglie controllate nei primi 10 mesi di quest’anno, quasi 4.000 avevano illecitamente dichiarato di essere sotto la soglia minima fissata dalla legge”. Il mancato introito dovuto a azioni illecite e alle inesistenti verifiche viene stimato in circa tre miliardi di euro all’anno. Uno schemino riassuntivo:

Su La Stampa viene messo in luce un’altra caratteristica che – secondo Gabrio Casati – identifica i Luigini: il ritardo nei pagamenti. Se è assodato il ritardo dei pagamenti da parte dello Stato – addirittura aumentato da 52 a 180 giorni tra il 2009 e il 2011 (Cgia Mestre), rendendo ancor più acuta la crisi economica, mentre negli altri Paesi europei i ritardi nei pagamenti diminuivano, proprio per dare ossigeno alle imprese -, anche il settore privato dà il proprio contributo. Sono proprio i Luigini privati italiani che possono permettersi di pagare con ritardi stratosferici, causando, a valanga, ulteriori dilazioni. Nel 2011, i tempi medi di pagamento nel settore privato sono pari a 79 giorni, contro i 44 della Gran Bretagna, i 41 della Francia e i 24 della Germania. La stessa tendenza alla contrazione dei tempi di pagamento si è registrata anche nel settore privato, in questi Paesi; l’Italia, ovviamente, al contrario.

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