Se in Veneto studiare è un lusso

di Gianluca Pozza*

Rischia di diventare un rito annuale la protesta degli studenti dell’università di Padova: come l’anno scorso anche quest’anno la Regione non ha ancora erogato buona parte delle borse di studio che consentono di frequentare l’Università anche a chi non può permettersela. Il Sindacato degli Studenti (lista studentesca vincitrice delle ultime elezioni universitarie) è così sceso nuovamente in piazza a protestare chiedendo all’assessore Donazzan di stanziare i fondi già previsti (5 milioni di euro).

Qual è il nocciolo della questione?

Il diritto allo studio è una materia di competenza regionale e riguarda tutti quei provvedimenti, come le mense e le borse di studio, mirati a permettere a chiunque di poter accedere ai vari livelli dell’istruzione. In Veneto da anni la Regione non stanzia fondi per le borse di studio e, di anno in anno, sta diminuendo i fondi agli enti per il diritto allo studio (ESU) che gestiscono le case dello studente, le mense ed altri servizi.

I fondi per cui gli studenti padovani sono scesi in piazza però non provengono direttamente dalla Regione, ma arrivano dal fondo integrativo per le borse di studio che lo Stato versa alle regioni, nel caso Veneto ad integrare il nulla messo dall’assessore Donazzan.

Se questi soldi sono stanziati a bilancio regionale non sono però elargiti a causa dei vincoli del patto di stabilità, la Regione sceglie infatti, per il secondo anno, di utilizzare la liquidità a sua disposizioni per altre spese di bilancio sacrificando il diritto allo studio, ritenuto evidentemente di scarsissima importanza data anche l’esiguità dei fondi in questione. Non è però uguale per uno studente ricevere la borsa di studio ad inizio anno o dopo un anno e mezzo praticamente come rimborso spese, in tutto quel tempo le spese per lo studio non sono certo congelate e per molti studenti nemmeno il lavoro saltuario (spesso in nero) riesce a compensare questa mancanza. Non sono pochi infatti i casi di indebitamento.

In realtà una parte delle borse sono già state erogate. Questo perché sono prese dalla tassa regionale sul diritto allo studio che tutti gli studenti pagano ogni anno (circa 7 milioni per Padova) e che viene subito elargita. Se a questo aggiungiamo che l’Università di Padova stanzia 2 milioni (presi dalla tassazione studentesca) per coprire le borse che non saranno coperte dai fondi statali e regionali, supplendo la regione, vediamo che ben il 64% delle borse è pagato dalle tasse degli studenti padovani stessi.

Quindi solo il 36% dei fondi delle borse di studio proviene dalla contribuzione generale, tra l’altro nazionale, il resto è solo a carico degli studenti. Diventa chiaro che l’istruzione non viene più concepita come un valore per la collettività, ma solo un servizio per il singolo. Insomma se proprio gli studenti vogliono un sistema di welfare se lo paghino tra di loro, alla società italiana non interessa avere bravi insegnanti, medici, tecnici, scrittori, scienziati, ingegneri, filosofi. Competenze utili solo al singolo individuo.

Negli scorsi anni i tagli dell’ex ministro Gelmini hanno reso evidente a tutti il completo disinteresse del nostro paese verso l’istruzione e la cultura, ma ancor più drammatica è la situazione in Veneto e Piemonte, regioni ricche e a guida leghista nelle quali la spesa per l’istruzione è volutamente tagliata ai minimi (salvo i buoni per le scuole private) perseguendo quel pensiero che vede questa spesa come inutile e la cultura come uno spreco o un vezzo che può coltivare solo chi può permetterselo. Per dirla con l’ex ministro Tremonti “con la cultura non si mangia”. Forse i motivi del declino del Nord-Est andrebbero cercati anche in questa idea e nella scarsa capacità del sistema politico e industriale di mettere a frutto le competenze (non per forza solo tecniche) della generazione più istruita della storia. Questo sì un vero spreco.

Per avere una maggior conoscenza del quadro generale del diritto allo studio in Italia suggerisco questi link:

http://www.ossreg.piemonte.it/doc_02_02.asp

http://www.coordinamentouniversitario.it/documenti/scheda%20tecnica%20su%20Dsu3.pdf

http://www.roars.it/online/?p=4373#more-4373

*(Dottorando – Università di Padova)

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