Se la questione settentrionale diventa questione europea

Gian Antonio Stella, sul Corriere di oggi, denuncia lo spreco di soldi pubblici della Regione Sicilia. Questa volta, però, lo sguardo è allargato sui trasferimenti comunitari destinati a tale Regione, appena messi in stand by dall’Unione Europea.

«Eccessiva frammentazione degli interventi programmati» (troppi soldi distribuiti a pioggia anziché investiti su pochi obiettivi-chiave), di «scarsa affidabilità» dei controlli, di «notevolissima presenza di progetti non conclusi», di «tassi d’errore molto elevati» tra «la spesa irregolare e quella controllata», di «irregolarità sistemiche relative agli appalti».

Scrive così, l’Unione Europea. «C’è stata una difficoltà di comprensione», ribatte un funzionario della Regione Sicilia, «questioni tecniche», specifica il governatore Raffaele Lombardo.

Stella, invece, la racconta così:

Sono anni che la Sicilia, cui la Ue aveva inutilmente già dato un ultimatum a gennaio, è ultima nella classifica di chi riesce a spendere i fondi Ue. E la disastrosa performance , insieme con quella della Puglia e delle altre tre regioni già «diffidate» (Campania, Calabria e Sardegna) ci ha trascinato al penultimo posto, davanti solo alla Romania, nell’Europa a 27.
I numeri diffusi mesi fa dal ministro Fabrizio Barca sono raggelanti. Tra il 2000 e il 2006 l’isola ha ricevuto 16,88 miliardi di fondi europei pari a cinque volte quelli assegnati a tutte le regioni del Nord messe insieme. Eppure su 2.177 progetti finanziati quelli che un anno fa, il 30 giugno 2011, risultavano conclusi erano 186: cioè l’8,6%. La metà della media delle regioni meridionali. Uno spreco insensato negli anni discreti, inaccettabile oggi.

E la conclusione del giornalista è cruda, e tocca nel vivo la questione. Una questione che con la crisi dell’Euro si sta allargando e si sta approfondendo:

In queste condizioni, buttare via quelle preziose risorse europee che non piovono da una magica nuvoletta ma sono accumulate con i contributi di tutti i cittadini Ue, italiani compresi, grida vendetta. Buttarle per incapacità politica, per ammiccamenti ai vecchi vizi clientelari, per cedimenti alla criminalità organizzata o per i favori fatti a questa o quella cricca di amici e amici degli amici, è una pugnalata. Non solo ai siciliani, non solo ai meridionali ma a tutti gli italiani. Quelli che giorno dopo giorno, Moody’s o non Moody’s, cercano di spiegare all’Europa d’avere imboccato davvero una strada diversa.

About these ads

2 thoughts on “Se la questione settentrionale diventa questione europea

    • GiùAlSud è un blog di letteratura e poesia.
      I numeri, anche quelli che servono per spiegare come mai il 46% dei cittadini delle Regioni padane sia favorevole alla secessione, di solito vengono analizzati qui.
      Comunque se “quei bravi ragazzi” volessero ospitare una rubrica indipendentista, siamo pronti ad appaltargli un “Passaggio a Sud-Ovest”, noi del CollettivoAvanti…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...