Delocalizzo in Austria

Se le imprese lombarde delocalizzano in Ticino, quelle friulane guardano alla Carinzia.
L’Espresso intervista Daniele Stolfo, 54 anni, imprenditore della Refrion, azienda che produce climatizzatori e che ha aperto una sua sede in Carinzia, ora prossima all’ampliamento.

Le motivazioni? La lentezza della politica italiana

Il 12 luglio 2007 consegniamo al Comune la richiesta di cambio di destinazione dell’area. Alle nostre osservazioni del 2009 non ho mai, sottolineo mai, ricevuto risposta.

La mancanza di infrastrutture moderne

Tutta la zona non ha Adsl, la connessione a banda larga – E’ disponibile solo il vecchio sistema di collegamento Isdn. La velocità di trasmissione dei dati è bassa. Per un periodo abbiamo provato via satellite, con un’aggiunta di costi insostenibile. Ora bypassiamo la zona buia con un ponte radio

Il fisco

Nel 2011 ho maturato un credito d’Iva con il fisco italiano di 130 mila euro. Abbiamo deciso di compensarne 65 mila. E di chiedere il rimborso degli altri 65. Ecco la trafila. Vengono i vigili a vedere se esistiamo davvero. L’Agenzia delle entrate attraverso Equitalia ci chiede documenti in originale, copia di tutte le fatture del 2011 e una fideiussione bancaria di due anni per potere avere il rimborso. Cioè, io creditore devo fare una fideiussione al mio debitore, che è lo Stato. Non è pazzesco?  In Austria il credito viene liquidato dallo Stato ogni fine del mese. Ti ritrovi il bonifico direttamente sul conto corrente

I rapporti di lavoro con i dipendenti (che in Austria chiamano collaboratori)

In Italia gli operai della Refrior costano 20,29 euro lordi l’ora. In Austria 22,83. Ma possono essere licenziati. Senza giustificazione. Senza giusta causa.

E, ovviamente, la pubblica amministrazione

Un giorno ci fissano l’appuntamento nello stabilimento che abbiamo acquisito. Ci sono molti lavori di adattamento da fare. Si presentano tutti gli enti austriaci coinvolti. L’ispettorato, i vigili del fuoco, l’ufficio tecnico del Comune, l’azienda sanitaria. Perfino i rappresentanti delle proprietà confinanti. Di solito in Italia siamo noi a dover interpellare, contattare, scrivere, raccomandate, marche da bollo, commissioni e nessuna risposta.

L’anno scorso, l’on. Rubinato del Partito Democratico chiedeva cosa il governo Berlusconi (!) volesse fare per contrastare lo shopping austriaco in terra veneta.

E’ cambiato pure il Governo, ma è stato fatto qualcosa in Italia?
Perchè ora il governo Carinziano sta ampliando la propria offerta al Varesotto. La Carinzia non sta più facendo concorrenza all’Italia, ma al Ticino…

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