Il piccolo feudo del Grana Padano

In Padania, la terra del Grana Padano, c’è un piccolo feudo, il feudo di Gianluca Buonanno, deputato, sindaco di Varallo e vicesindaco di Borgosesia. Lega Nord.

Sindaco particolarmente fantasioso in tema di ordinanze, ha trasformato Varallo in una piccola roccaforte, nella quale, ad esempio, è vietato l’ingresso ai “vu’ cumprà” (c’è scritto così sui cartelli all’ingresso della cittadina).

Alcuni cittadini, stanchi di questa situazione, hanno promosso una petizione, da firmare online:

Chiediamo che vengano rimossi dalla città di Varallo Sesia i cartelli che fanno divieto di circolazione e di entrata nel territorio del comune: alle donne che indossino burqa, burkini e niqab, ai  “vù cumprà” e ai mendicanti. Non ci risulta che la legge italiana impedisca a queste persone di muoversi sul territorio nazionale pertanto riteniamo che tale messaggio sia arbitrario. Questo provvedimento pare soprattutto un pretesto per indurre e legittimare un comportamento xenofobo e discriminatorio. Inoltre riteniamo che quanto avviene a Varallo Sesia sia anticostituzionale e lesivo dei diritti fondamentali dell’uomo.

About these ads

E’ la sicurezza, bellezza

Fai l’elemosina al semaforo o, comunque, in luoghi di passaggio aperti al pubblico? Vendi “fiori recisi” o “piccola oggettistica”? Cento euro di multa e confisca della merce e delle attrezzature, tipo quei cartoni con le scritte fatte con i pennarelli.

Succede a Varese, dove il regolamento di polizia è stato aggiornato per renderlo “più confacente alle esigenze attuali”. I tagli ai Comuni, avete presente?

Con il caldo tornano di moda le ordinanze

Il Consiglio comunale di Bergamo, ad esempio, ha reso esecutiva la Legge anti-kebab della Regione Lombardia. Ovviamente non si chiama così, ma nelle regioni delle ordinanze sappiamo bene come viene declinata. In sostanza si tratta di porre dei vincoli all’apertura degli esercizi commerciali nei centri storici.

D’ora in avanti, a Bergamo alta non sarà più possibile aprire negozi etnici, perché la Lega Nord agisce così per la salvaguardia del decoro, della sicurezza urbana, della cultura e dell’identità locale.

Sto leggendo L’idiota in politica, di Lynda Dematteo, e un passaggio che mi torna sempre in mente è proprio la definizione di idiota:

Idiota, in senso etimologico, significa “uomo del luogo” ed è un termine la cui radice greca vuol dire “particolare”. Per gli antichi greci idiota era colui che non aveva accesso alla dimensione universale, quello che viveva ancora nella caverna, o meglio, nella sua caverna. [...] Idiota è dunque il soggetto votato alla più irriducibile autoctonia e al ripiego identitario. Quando un simile soggetto valica i confini del proprio universo culturale, si comporta spesso in modo improprio e grottesco. Preso singolarmente o all’interno della cerchia più o meno ampia dei familiari, nessuno è idiota; i problemi cominciano fuori.

Grazie a Raffaele per la segnalazione.

Hai voluto la bicicletta?

E allora paga! A Brescia è scattata infatti un’ordinanza della Lega contro le bici che sostano in città fuori dalle rastrelliere. E a nulla importa se queste o “le alternative di sosta” non sono sufficienti: scattano multe e tenaglie per i ciclisti “indisciplinati”.

P.S. anche per On The Nord

Operazione panchine pulite

Fra gli extracomunitari allontanati, oltre alle due ragazze svizzere, c’è Jaqueline, 62 anni, insegnante in pensione di San Francisco arrivata a Milano dalla Francia. Quando il vigile le chiede in italiano di spostarsi lo spruzzatore di acqua è già vicino. Lei si alza al volo, prima che le vengano sporcati i pantaloni. La donna chiede spiegazioni a un passante sul perché il lavaggio delle piazze sia fatto all’ora di pranzo e non di notte. Quando le si dice che è un modo per allontanare i senzatetto ride, pensando a uno scherzo. Poi, capito che è tutto vero, scuote la testa e dice due parole soltanto: «Jesus Christ».

E questa è solo la conclusione dell’articolo.

Reato di clandestinità, bocciatura europea

L’Unione Europea ha bocciato, oggi, il reato di clandestinità introdotto nell’ordinamento italiano. La norma è in contrasto con la direttiva europea sul rimpatrio dei clandestini:

una sanzione penale come quella prevista dalla legislazione italiana può compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali.

Inoltre, gli Stati membri

non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perché un cittadino di un paese terzo, dopo che gli è stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine è scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio.

Roberto Maroni ha commenato così:

D’ora in avanti i clandestini che non verranno espulsi aumenteranno la loro presenza sul territorio e andranno a incidere su quei comportamenti che le ordinanze dei sindaci ora non sembrano possano del tutto frenare.

Già, saremo invasi da clandestini a torso nudo. Un duro colpo, per la politica – già traballante – di declassamento, a mezzo ordinanze, di questioni sociali a questioni di decoro urbano.